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Con questo libretto anche in Italia, seppur
in misura certo minore di altri paesi,
si inserisce in quella compagnia , abbastanza
nutrita nella seconda metà del
secolo corso, di nazioni vivamente interessate,
specialmente nei loro circoli più
progressisti, al fenomeno Babismo (ora
Baha'ismo o Fede Bahà'ì),
compagnia che include Russia, Francia,
Inghilterra, Austria, Ungheria ed altre
nazioni, e nomi come quelli del Conte
di Gobineau, di Nicolas, Zhukovskij, Rosen,
Browne, Renan, Tolstoj e tanti altri,
orientalisti e non orientalisti.
Chi era infatti
Michele Lessona? Era un naturalista e
letterato piemontese, che nacque a Venaria
Reale (Torino) il 20 settembre 1823 e
morì a Torino il 20 luglio 1894.
Si laureò in medicina e, dopo un
breve periodo di esercizio della professione
a Torino, si trasferì in Egitto,
dove fu, tra l'altro, direttore dell'ospedale
di Khànqàh, presso il Cairo.
Rientrato in patria nel 1849, prima ancora
cioè della formazione del Regno
d'Italia, ebbe l'insegnamento della storia
naturale prima ad Asti poi a Torino; nel
1854 fu chiamato alla cattedra di mineralogia
e zoologia dell'università di Genova,
dalla quale passò, nel 1864, unificata
ormai l'Italia, a Bologna, e, successivamente
nel 1865, all'Università di Torino,
dove tenne l'insegnamento della zoologia
e dell'anatomia comparata. Nel 1862 aveva
compiuto un viaggio in Persia al seguito
di una missione scientifico-diplomatica,
una delle prime del nuovo Regno d'Italia.
Dal 21 novembre 1892 fino alla morte (1894)
fu senatore del Regno.
Come zoologo e naturalista Michele Lessona
pubblicò parecchi studi di faunistica
ed etologia sugli animali del Piemonte
e moltissimi articoli di volgarizzazione
scientifica. Era di idee, come si diceva
allora, liberali e progressiste, e fu
uno dei più convinti assertori
e divulgatori del darwinismo in italia:
le sue tendenze anticlericali ce le dichiara
lui stesso in una pagina del presente
libro (p. 17).
Come letterato e divulgatore fu collaboratore
assiduo di numerosi giornali e riviste,
scrisse articoli, critiche, novelle, tradusse
molte opere naturalistiche straniere.
Di lui furono soprattutto noti due volumi:
Volere e potere (Firenze 1869) e Confessioni
di un rettore (Torino 1880), il primo
dei quali ebbe ben quattordici edizioni.
Michele
Lessona fu dunque uno dei tanti uomini
"famosi" che nell'800 si occuparono
particolarmente della fede Bahà'ì
e della religione Bàbì che
la originò.
E' triste dovere dire che la fede originata
nella lontana Persia nel lontano 1844
dal Bàb - di cui in questo libro
si parla - non è certo ugualmente
nota ai corrispondenti uomini famosi di
ora, professori universitari, senatori
(come fu il Lessona) e giornalisti. Così
i Bahà'ì d'Italia hanno
voluto celebrare il centesimo anniversario
della conferenza torinese che originò
questo libro, conferenza che fu tenuta
dal Lessona alla "Società
Filotecnica" di Torino in due puntate,
il 5 e 12 dicembre 1880, e che si può
considerare forse la prima conferenza
pubblica sulla loro fede fatta in italia,
col ripubblicare il volumetto, aggiungendovi
questa introduzione esplicativa.
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